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Cuffie, qualche ‘dritta’ per conoscerle meglio

Quando ci accingiamo all’acquisto di una cuffia, come per tutte le cose non dovremmo accontentarci o fermarci alla prima che s’incrocia sullo scaffale dello store specializzato. L’acquisto di una cuffia dev’essere ponderato e presuppone che si abbia qualche notiziola in più per poter essere sufficientemente sul tipo di cuffia che si sta per comprare, anche perché ognuna ha le sue ‘vocazioni’ e si presta meglio a certe funzioni piuttosto che ad altre. Se si è a digiuno di nozioni a riguardo, si può confondere facilmente anche la tipologia fra cuffie chiuse o aperte, ‘on ear’ o ‘around ear’, tanto per fare qualche esempio terra terra. Ma informandosi un pochino, anche solo in superficie, si potrà fare l’acquisto giusto. Le cuffie in vendita, di cui è possibile visionare un ampio ventaglio su www.migliorecuffia.it, si dividono in una moltitudine di classificazioni e sottocategorie.

Ci sono cuffie e cuffie, insomma, aperte o chiuse, Bluetooth o wireless, auricolari o elettrostatiche. Fra queste si dovrà scegliere la più adatta per prestazioni e performances legate al loro utilizzo. Ogni modello, diverso per forma, acustica e tecnologia, presenta pro e contro, ma il rischio che si corre è l’acquisto di una cuffia inadatta allo scopo. Per agevolare la scelta si può dare un’occhiata alle classificazioni in cui si suddividono le categorie delle cuffie in commercio, tre in particolare: forma, acustica e tecnologia costruttiva, a loro volta frammentate in sottocategorie che per quanto attiene la forma si dividono in auricolari ‘in ear’, ‘over ear’ e ‘around ear’ dove ‘ear’ sta per orecchio per chi è a digiuno di inglese.

Per quanto riguarda, invece, l’acustica abbiamo cuffie aperte, semiaperte e chiuse, per finire con la tecnologia costruttiva che le classifica in elettrostatiche e dinamiche. La forma di una cuffia può variare dalla più semplice e mininvasiva come gli auricolari alla più ‘avvolgente’ come quella a padiglioni. L’acustica è direttamente proporzionale alla forma. Fra il padiglione della cuffia e l’orecchio si creano cavità che incidono sulla qualità dell’audio percepito, più o meno accentuato a seconda della confomazione della cuffia, che può essere più o meno isolante, con picchi di nitidezza del suono negli auricolari ‘in ear’.